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pianeta donna baby talk

L’ambiente e gli stimoli ideali per lo sviluppo cognitivo nei primi anni

I genitori sono sempre più consapevoli del ruolo che le prime esperienze vissute dai bambini avranno influenze sul loro sviluppo. Tuttavia, spesso, questa consapevolezza prende la forma di un impegno familiare a riempire l’agenda dei piccoli di molte attività: corsi di tutti i tipi, impegni fittissimi. La ricerca, invece, ha messo in evidenza che la strada ottimale per il pieno sviluppo delle capacità di ogni bambino e di ogni bambina è un’altra.

Quali sono le dieci attività che non dovrebbero mai mancare nella quotidianità dei bambini?

I requisiti fondamentali per lo sviluppo delle abilità cognitive, comunicative, linguistiche, sociali ed emotive, sono:

1. Un’interazione quotidiana con i bambini, durante le attività quotidiane o durante i momenti di gioco libero (attraverso il dialogo).

2. Il rispetto dei ritmi e le preferenze dei bambini, senza pressioni.

3.  L’uso di un linguaggio flessibile, adeguato via via allo sviluppo linguistico del bambino, secondo la pratica del babytalk

4. La libertà di movimento e di esplorazione dell’ambiente, reso sicuro in relazione alle diverse età.

5. I giochi creativi e di immaginazione, ad esempio raccontare una storia o recitare in ruoli sempre nuovi.

6. Il gioco libero, che il bambino può svolgere da solo, con i coetanei o con gli adulti. Preferibilmente alternando tra queste diverse possibilità.

7. L’interazione con i coetanei.

8. Limitazioni dell’uso di TV, film e videogiochi.

9. Un’interazione linguistica emotivamente connotata.

10. Respirare in famiglia la cultura dell’apprendimento e della gioia di imparare.

L’idea di fondo di queste attività è quella che si impara facendo esperienza in contesti stimolanti, resi tali cioè dalla presenza di piccole sfide pratiche, emotive e relazionali per le quali ricercare e sperimentare soluzioni autonome e creative. I bambini e le bambine che hanno la possibilità di esercitare creatività, curiosità e immaginazione nei giochi di tutti i giorni, si rivelano più forti e capaci di far fronte alle sfide cognitive, emotive e sociali che incontrano da grandi.

“I nostri bambini fin dai primi anni devono prendere parte in tutte le forme più libere di gioco, perchè se saranno privati di tale atmosfera non cresceranno mai come cittadini virtuosi e onesti” (Platone)

 

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Per approfondimenti:

Dorothy Singer, Roberta Michnick Golinkoff, Kathy Hirsh-Pasek (Editor, (2006).  Play = Learning: How Play Motivates and Enhances Children’s Cognitive and Social-Emotional Growth. Oxford University Press (un breve estratto del libro è scaricabile qui).

Sam Wang, Sandra Aamodt (2011). Welcome to Your Child’s Brain: How the Mind Grows from Conception to College. Bloomsbury USA (un breve estratto del libro è scaricabile qui ).

 

 

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5 Commenti a “L’ambiente e gli stimoli ideali per lo sviluppo cognitivo nei primi anni

  1. Ciao Jessica, eccomi qui, ho letto solo ora questo tuo post che mi interessa molto, da quando Giorgia è nata, abbiamo cercato di creare un ambiente stimolante per la sua crescita:
    - cameretta in cui può raggiungere quasi tutto da sola (dico quasi perchè ora ho iniziato a mettere i puzzle in alto purtroppo lo spazio è limitato!);
    - in casa bbiamo cercato di lasciarla libera di esplorare togliendo le cose pericolose;
    - ora che sta a casa con la baby sitter invitiamo alcuni amichetti durante il fine settimana o andiamo al parco (quando il tempo lo permette)
    - cerchiamo di limitare la televisione, anche se da qunado ha scoperto l’esistenza dei cartoni è dura!
    - io e Stefano giochiamo molto con lei, anzi praticamente quasi sempre e lo stesso fanno i nonni….e quesa è la nostra nota dolente…mi spiego meglio, molti mi dicono che siamo pazzi a giocare sempre con lei e questo è in parte vero perchè non mi lascia molto tempo per le pulizie (anhe se adesso che è più grande le facciamo insieme!), insomma per me è sempre stato naturale giocare insieme a lei, ci divertiamo molto….ma non so se è la cosa giusta….io credo che ne valga la pena…non tanto per quello che le possiamo insegnare, quanto più per la relazione che si viene a creare…poi a volte esagera e questo non va bene ( ma se non mi lascia nemmeno apparecchiare le spiego che abbiamo giocato fino a un minuto prima e che mamma deve preparare la cena, poi lei decide, o mi “aiuta” o va a giocare da sola, a volte non ne vuol sapere e allora piange, pazienza….prima o poi imparerà!)

    mi farebbe piacere conoscere la tua opinione….
    Grazie mille e continuo nella lettura!!!!
    Un abbraccio
    Laura

    • Ciao Laura, mi riconosco molto nelle tue parole! Il gioco è fondamentale, ed è molto utile se i bambini riescono ad alternare tra gioco da soli e gioco con gli altri (adulti, ma anche bambini). All’asilo nido Bibì ha sicuramente imparato ad interagire di più con gli altri bambini e anche a giocare da sola.. ma ti racconto quello che facciamo noi a casa per le situazioni ‘critiche’ che descrivi: cerchiamo delle attività che Bibì possa fare da sola, ad esempio, un barattolino da aprire/chiudere, chicchi di riso soffiato da catturare, dare da mangiare alla bambola o un’altra piccola attività di questo tipo. A volte funziona anche parlare, cantare o ascoltare la musica insieme per restare ‘in contatto’ nonostante le faccende domestiche. Un altro piccolo ‘trucco’ è quello di alternare i vari momenti, arrivando al gioco da sola dopo un bel po’ di svago insieme in modo che sia il momento giusto per tutti. Non si è sempre d’accordo, ma proviamo a cercare la via di mezzo:) Raccontaci cosa vi inventerete!

    • Ti lascio anche questa frase letta su FB, postata da La Leche League Italia, come suggerimento per affrontare le critiche esterne :)
      “Le mamme sanno già tutto, ma non lo sanno” Lorenzo Braibanti

  2. Grazie mille Jessica per le tue risposte!
    La frase è bellissima e piena di significato, mi sa che la appendo al muro di casa!!!!
    Funziona anche da noi il distacco dopo un po’ di tempo che giochiamo insieme…ora che ha 2 anni cerco di coinvolgerla nelle attività domestiche, anche quelle più difficili, per esempi o quando cucino con i fornelli accesi, lei non può stare vicino a me perchè sa (e lo ha provato con le sue mani…..) che i fornelli scottano, così gioca con l’acqua del lavandino, a volte fa un lago a volte è più brava però ci passa del tempo(adora l’acqua!) emi lascia cucinare oppure prendiamo un gioco tipo puzzle(siamo in fase puzzle-mania) e lei si mette nel pavmento della cucina vicino a me così io un pò cucino e un pò gioco!
    insomma ogni giorno cerco di inventarmi uno stratagemma per riuscire a combinare qualcosina………comunque rimango convinta che quando sono a casa il mio tempo debba essere dedicato principalmente a lei e anche mi io marito è dello stesso avviso per fortuna!!!

    Grazie mille per il conforto e per i consigli!!!
    Laura

    • Tenerissima descrizione :) Sto preparando un post sul gioco spero di finirlo presto, quando ripassi fammi sapere che ne pensi! Intanto, grazie a te per questo scambio!

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