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Filastroccole: giocare con le parole e conoscere il mondo

In un articolo recente possiamo leggere il contributo delle filastrocche allo sviluppo dell linguaggio. Sul suo blog, Letizia ha raccolto esempi di giochi dell’amore, tra genitori e bambini. E le filastrocche possono essere un esempio classico di gioco d’amore con i bambini, anche piccolissimi.

Primavera

Per questi due motivi, ho pensato di dedicare questo post, che partecipa al Venerdì del libro di Homemademamma, ad un libro di filastrocche. Un libro di Gianni Rodari, che mette nei suoi versi un forte impegno morale e civico, per trasmettere contenuti importanti. E così, con i contenuti giusti, con il suono morbido e ritmico delle filastrocche e con il suono vivo della voce di chi vuol bene, le filastrocche diventano coccole.

Buono anche da mangiare!

Per dare un piccolo esempio di questi testi, scelgo la ‘Filastrocca solitaria’, che allontani le brutte parole i brutti silenzi e i lupi cattivi. Ne segnalo anche una versione illustrata da Emanuele Luzzati (1921-2007), a questo link.

 

Filastrocca solitaria

Filastrocca solitaria,
voglio fare un castello in aria:
più su delle nubi, più su del vento
un castello d’oro e d’argento.
Con una scala ci voglio salire
per sognare senza dormire
e su un cartello far stampare:
“Le cose brutte non possono entrare…”

O filastrocca solitaria,
si starà bene, lassù in aria:
ma se un cartello scritto così
lo mettessimo anche qui?

Ecco gli altri consigli della settimana:

Qui trovate tutti i libri degli scorsi Venerdi’ del libro

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7 Commenti a “Filastroccole: giocare con le parole e conoscere il mondo

  1. Belle le rime e le filastrocche, noi le abbiamo scoperte tardi ma piano piano ci stiamo rifacendo. C’è in giro anche un libro con filastrocche a cui abbinare giochini con mani e piedi, mi sa che lo messo nello scaffale in alto della libreria se lo trovo te ne mando notizia (a meno che tu già ne sappia qualcosa :-))

  2. Bell’articolo Jessica, anche io ho letto a eSSe qualcosa di Rodari. Ho preso p.e. “Il pianeta degli alberi di Natale”, che ha attirato la mia attenzione perchè illustrato da Bruno Munari e un altro paio di titoli… ;-) tesori del passato :-) Alcune sono sicuramente più godibli da grandicelli (p.e. quelle con giochi di parole più sottili o sulla grammatica) ma sono così musicali che come diceva l’articolo che hai linkato per primo hanno un valore assoluto.
    Anche io ricordo le Favole al telefono nella mia infanzia… :-) ciao!

  3. Pingback: LIBRI: Che cosa fare quando piove. | mimangiolallergia

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