Pin It
pianeta donna baby talk

Figli gemelli: quali rischi e quali buone pratiche per lo sviluppo del linguaggio?

Gemini

Su richiesta di due amiche che seguono il blog, riassumo in questo post i risultati della ricerca sullo sviluppo del linguaggio nei gemelli: è vero che ci sono prove di ritardi nello sviluppo del linguaggio? esiste davvero una ‘lingua dei gemelli’? quali fattori hanno un ruolo nel ritardo o nel potenziamento dello sviluppo linguistico? si può intervenire in qualche modo?

Una premessa è necessaria: gli studi che si sono occupati di queste tematiche si basano prevalentemente su gruppi di bambini, analizzati in modo trasversale e cioè non seguiti longitudinalmente. Questo significa che, dietro ai risultati ottenuti dalle medie, ci sono enormi differenze individuali e di sviluppo e che non si conoscono gli effetti a lungo termini nè delle eventuali difficoltà nè dei possibili interventi.

Questa presentazione si basa su alcuni articoli che prendono in esame studi empirici sulle caratteristiche dello sviluppo del linguaggio nei gemelli (cfr. bibliografia).

Uno dei risultati che emerge dagli studi è un leggero ritardo e rallentamento nello sviluppo del linguaggio nei gemelli, specialmente se maschi: secondo alcune analisi, a tre anni i gemelli avrebbero, in media, un ritardo di circa 3 mesi rispetto ai bambini non gemelli. In questa media, si nascondono effettivi ritardi ma anche percorsi molto più rapidi della media: la conclusione è che se è vero che la condizione di fratelli gemelli accresce il rischio di avere difficoltà nello sviluppo del linguaggio, questa condizione non è assolutamente inevitabile.

Leda col cigno (Galleria Borghese)

Quali sono quindi i fattori che stanno dietro simili differenze? e che cosa è possibile fare per prevenire le difficoltà?

La ricerca esclude che la causa risieda in ragioni genetiche o che sia legata alla condizione di prematuri cui spesso vanno incontro i gemelli. La causa che emerge con più forza dagli studi risiede piuttosto nel tipo di interazione sociale cui sono esposti i gemelli: i genitori hanno il doppio degli impegni e la metà del tempo da dedicare ai figli. Il grandissimo impegno richiesto dall’avere più bambini della stessa età, inoltre, espone maggiormente le madri di gemelli a sintomi depressivi. C’è poi da considerare che i gemelli passano più tempo con dei coetanei rispetto ai figli non gemelli e questo li esponde ad un input meno ricco. In alcuni casi, i gemelli sembrano sviluppare una vera e propria ‘lingua privata’, un codice tutto loro che, secondo alcuni studiosi, rappresenterebbe un impedimento all’acquisizione della lingua madre.

La realtà che sta dietro alla ‘lingua privata’ è molto articolata: in primo luogo, come tutti i bambini, i gemelli hanno una fase in cui l’articolazione delle parole è imprecisa e immatura… la differenza con gli altri bambini è che i gemelli, grazie alla grande condivisione delle esperienze e alla conoscenza reciproca, sono spesso in grado di capirsi tra loro, dando l’impressione di avere un codice privato, un linguaggio segreto. Questa reciproca capacità di capirsi, presente anche tra fratelli di età vicine, è comune al 50% dei gemelli a 20 mesi e al 19.7% dei gemelli a 3 anni. In secondo luogo, si hanno testimonianze di vere e proprie lingue private, usate solo nella comunicazione tra gemelli o tra fratelli di età molto vicine: si tratta di un fenomeno che interessa solo l’11.8% dei gemelli a 20 mesi e il 6.3% dei gemelli a 3 anni. In questi casi, la ricerca nota un’associazione tra presenza di una lingua privata vera e propria e capacità cognitive più povere. Sia la lingua privata che la capacità di comprensione reciproca tendono a sparire dopo i primi anni di vita.

In gran parte, sono ancora sconosciute le evoluzioni a lungo termine dei diversi quadri di sviluppo. Tuttavia, quello che si sa da altri studi (non sui gemelli in particolare) è che la presenza di difficoltà nei primi stadi di sviluppo del linguaggio possono avere conseguenze sul piano dello sviluppo psicologico e sul percorso scolastico dei bambini. Per questo, vediamo quali interventi possono essere messi in atto.

Leda e il cigno (Henri Matisse)

La letteratura non ha ancora verificato sperimentalmente le attività che possono essere di aiuto, ma esistono buone pratiche che hanno dimostrato la loro efficacia.

Gli stimoli linguistici e interazionali cui sono sposti i gemelli, e i fratelli di età simile, sono diversi da quelli di altri bambini perchè gli adulti spesso si rapportano ai fratelli e non al singolo bambino e perchè i gemelli passano molto tempo tra loro e sono per questo esposti ad un input meno stimolante.

Le strategie suggerite cercano quindi di intervenire su questi aspetti, sia in famiglia che fuori casa. E’ necessario che i genitori ricevano tutto l’aiuto necessario per potersi occupare dei bambini senza ansie o preoccupazioni, consapevoli del loro ruolo nello sviluppo dei figli. E’ quindi consigliato di:

-dedicare tempo individuale ai singoli figli;

-individuare strategie di suddivisione dei compiti tra genitori e familiari in modo da suddividersi anche l’impegno con i bambini;

-riconoscere e creare occasioni di scambio verbale con uno dei bambini per volta;

-fare frasi semplici- ma sempre grammaticali- e possibilmente dirette ad un bambino in particolare,
ad esempio chiedendo ad uno solo di fare qualcosa (‘Giulia, mi prendi la borsa?’);

-parlare alternando i turni tra i vari interlocutori, rispettando i tempi di ognuno, ascoltando in silenzio, dando il tempo di finire le frasi;

-cercare di arricchire le esperienze di interazione dei bambini, magari mandandoli all’asilo e chiedendo di inserirli in gruppi separati;

-se i gemelli rivelano difficoltà nell’inserimento in gruppo, perchè abituati ad un tipo di socializzazione più intima, può essere necessrio seguirli e aiutarli in questo processo di inserimento in un gruppo.

 

Avete sperimentato di persona alcune delle difficoltà o alcune delle buone pratiche citate? Fateci sapere cosa ne pensate e se ci sono altri aspetti che vorreste approfondire!

 

Per approfondimenti:

Sito australiano di ricerca sui gemelli

Fonti per questo post:

Karen Thorpe, ‘Twin children’s language development.’ Early Human Development, Volume 82, Issue 6, Pages 387-395 (June 2006)

Bowen, C. (1999). Twins development and language. Retrieved from http://www.speech-language-therapy.com/mbc.htm on 14-9-2011

Bowen, C. (1998). Speech and language development in infants and young children. Retrieved on 14-9-2011 from http://www.speech-language-therapy.com/devel1.htm

Immagine della costellazione

Immagine di H. Matisse

Immagine di Leda e il cigno (Galleria Borghese)

Per stare in contatto e continuare insieme questo viaggio di racconto e ricerca,puoi unirti su facebook o ricevere gli aggiornamenti per e-mail iscrivendoti sul blog.

5 Commenti a “Figli gemelli: quali rischi e quali buone pratiche per lo sviluppo del linguaggio?

  1. Jessica, ho trovato davvero interessante il tuo articolo suo gemelli.E’ proprio vero,loro fanno proprio così.. hanno 19 mesi ed effettivamente parlano molto poco.Ma a modo loro fanno tanti discorsi, usando tutte le lettere dell’alfabeto; li vedo che fra loro si capiscono.. li osservavo al mare e mi sono accorta che sono molto complici fra loro, anche se all’apparenza può sembrare che si ignorino.. ma non è così.Se uno adotta un certo atteggiamento, dopo pochissimi giorni lo copia il fratello.E’ stato così anche per il camminare; si è lanciato Saverio e dopo nemmeno 15 giorni camminava anche Giovanni.Ora proverò a dedicarmi singolarmente a ognuno di loro.. probabilmente, anche non volendo, spesso ci rivolgiamo a entrambi, sbagliando ovviamente.Ma io sono quasi sempre sola e non so mai come dividermi; ma cercherò di coinvolgere anche mio marito, perchè è molto importante che non creino questa loro lingua privata.Ti aggiornerò e grazie ancora per l’articolo.Baci

    • Grazie, sono contenta se ti può essere utile! Oltre ai consigli specifici per i gemelli, prova anche con i ‘classici’…filastrocche, librini, descrizioni, dialoghi etc. vedrai che incuriosiranno presto e avranno presto voglia di interagire usando le parole. Aspetto notizie, un bacio.

  2. Eccolo…trovata la risposta alla mia domanda :-)
    Le pratiche di cui parli le avevo giá lette e per mia fortuna ho cercato di metterle in pratica fin dalla nascita di Ale e Leo. Ora, non so se dipenda da queste attenzioni ma effettivamente al nido mi hanno detto che sono dei “gemelli atipici” proprio perchè non presentano alcun ritardo linguistico anzi…sono tra i bambini piú chiacchieroni del loro corso. L’unico punto sul quale non ho saputo fare molto, è quello della “separazione dei tempi e dei figli”: io non ho modo di stare con uno alla volta…

    Vista la tua esperienza ti chiedo una cortesia: mi sapresti segnalare un testo che parli dello sviluppo lingustico dei gemelli ma in una situazione di bilinguismo?

    Grazie per diffondere delle informazioni cos¡ importanti!

  3. Anche io ho questo tipo di problema..ho due gemelle di 4anni che hanno un linguaggio tutto loro …questa estate hanno comiciato ad avere un linguaggio migliore..non comprensibile a tutti però ! ..proprio oggi l’insegnante dell”asilo mi ha chiesto di effettuare un controllo logopedistico per aiutarle…cosa ne pensate?
    Grazie

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>