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Cosa cercano e cosa trovano i ragazzi e le ragazze nel mondo dei vampiri?

Saggio

Oggi, per il Venerdì del Libro, vorrei proporvi un saggio molto intenso, che si interroga sulle nuove generazioni e sul loro mondo, andando a scoprire un genere e un libro che i ragazzi e le ragazze oggi apprezzano molto: Twilight. Entriamo subito nell’atmosfera del saggio che è intitolato “Twilight. Filosofia della vulnerabilità“:

« Twilight, in italiano è il crepuscolo, quel momento di sospensione – magico ma allo stesso tempo melanconico – che precede il buio, lo scendere della notte. Di solito al crepuscolo diventa più difficile mettere a fuoco le sagome delle cose che stanno all’orizzonte, riconoscere quindi cosa andiamo ad incontrare. Si tratta di un momento di passaggio, di qualcosa che ci espone ad uno scarto repentino: quello che prima diventa poco visibile, presto sprofonderà nell’invisibilità. Un po’ come il tempo che stiamo vivendo, segnato da un timbro semantico contraddittorio: da un lato impera la quotidiana litania che ci ricorda la crisi economica, politica, sociale, esistenziale; dall’altro rimaniamo comunque dentro un contesto generale che ancora è disegnato per qualcosa che non c’è più, il progresso del consumo, il benessere, la felicità edonista» (pp. 12 – 13).

Incontrando l’autrice di questo saggio, Monia Andreani, che è anche una collega e una cara amica, le ho fatto qualche domanda sul perchè di questo saggio -che è in un formato tascabile, molto elegante, in carta riciclata e molto bella- cosa l’ha spinta ad approfondire questo tema e a chi si rivolge la sua riflessione. 

Ciao Monia, puoi dirci due parole di presentazione su di te e sul tuo saggio?

Ciao, mi fa molto piacere essere qui tra voi! Mi occupo di etica, bioetica e di diritti umani e ho da poco iniziato un mio blog. Il saggio Twilight. Filosofia della vulnerabilità è stato pubblicato dalla casa editrice Ev di Macerata. Il libro è corredato da due foto speciali di Marko Tardito, dedicate ai fiori secchi – delicati, speciali nella loro bellezza sempiterna … un po’ come i vampiri della saga della Stephenie Meyer di cui il libro si propone come una interpretazione filosofica e pedagogica in chiave etica.

Puoi spiegarci meglio? E’ corretto dire che il tuo lavoro è una interpretazione filosofica della saga di Twilight? Come definiresti il tuo libro?

Il saggio prende spunto dal fenomeno mediatico eccezionale di Twilight– paragonabile per quantità di copie vendute e per numerosità di persone che hanno seguito i film solo a Harry Potter- per fare in realtà una riflessione etica sulla vulnerabilità sociale, individuale, relazionale della nostra vita quotidiana in un mondo globalizzato e individualizzato. Nella storia di Twilight, alcuni vampiri, e degli esseri mutanti come i lupi mannari, si prendono cura di una ragazza umana che non è debole e indifesa ma forte e indipendente: è  una storia di relazione e di affetto reciproci sullo sfondo di una società umana in profonda crisi che sembra simile alla nostra…

Come dire che… quei vampiri siamo noi? E quali risposte ci dà questa visione?

La mia proposta interpretativa è proprio questa. Il saggio, prendendo spunto dalla saga di Twilight,  traccia una riflessione etica a partire dal tema della vulnerabilità – la nostra fragilità di fronte alla violenza dei nostri simili – e a quello del prendersi cura gli uni degli altri – a partire dalla nostra comune umanità comune nascita e comune destino.

Com’è nato il tuo interesse per questa saga? Cosa ti ha portato a scrivere un libro di filosofia a partire da un fenomeno pop?

Sono docente all’Università, ma il punto di riferimento dei miei studi sono le giovani generazioni e quando ho visto tanta passione diffondersi per questo fenomeno chiamato Twilight saga – al punto che ragazze mai entrate in libreria si fiondavano nei negozi a ordinare i libri della Meyer, (tomi di mille pagine l’uno) – ho pensato: se voglio capire qualcosa di loro, dialogare con loro e parlare loro, devo conoscerli meglio e capire perché amano tanto queste storie. Quando ho cominciato a leggere ho individuato una traccia: i ragazzi e le ragazze cercano risposte al bisogno di affettività, di rete amicale e familiare diffusa, alle domande più profonde e inconfessabili sulla vita, la morte, la malattia, la violenza, la solitudine, sull’amore e in questa saga trovavano una storia appagante, non proprio risposte ma una narrazione di vita che li poteva gratificare. Allora ho deciso di far emergere dalla trama una serie di riflessioni proprio sui temi che si intrecciano in una storia di vita (e di morte che diventa vita eterna) – la vita dei vampiri – temi molto importanti per una società come la nostra che si ostina a voler nascondere la malattia, il dolore, la morte; una società che si vergogna di provare sentimenti ed emozioni come la simpatia o la compassione per la diversità, una società che deve spettacolarizzare tutto e digerirlo in grande velocità.

A chi è rivolto il tuo libro?

Il libro è per tutti coloro che vogliono trovare percorsi di riflessione attorno a questioni difficili, ma in modo molto accessibile, e quindi non ha un pubblico specializzato. Lo consiglio vivamente a tutti quei genitori, ma anche insegnanti che vogliono entrare nel mondo della saga di Twilight e in generale dell’evoluzione della figura del vampiro – che oggi va tanto di moda – per avere un momento di dialogo con i propri figli e/o studenti, ma soprattutto per partire da questi spunti  per affrontare i temi cruciali per la vita di tutti e che ai giovani interessano moltissimo. Lettori privilegiati sono poi i giovani e le giovani che amano o odiano la saga di Twilight: ai primi può dare stimoli per una lettura/interpretazione più consapevole; agli altri può spiegare perché non sono soddisfatti della trama o addirittura la rifiutano.

In che senso, puoi fare un esempio?

Ad esempio, sono numerosi i ragazzi che rifiutano questa storia perché non accettano i ruoli dei personaggi maschili, Edward e Jacob, rispettivamente un vampiro e un uomo lupo innamorati della stessa ragazza, che inevitabilmente sceglierà solo uno di loro come partner e l’altro come amico. I due personaggi non si combattono, non sono violenti l’uno con l’altro, anzi cooperano per prendersi cura di lei. Questo modo di comportarsi non piace troppo a giovani cresciuti con un mito della virilità che non prevede sentimenti come la comprensione, il rispetto delle scelte altrui e soprattutto il rifiuto della violenza. Nel mio libro traccio anche elementi per comprendere le nuove forme della maschilità e della femminilità che sono presenti nella storia della Meyer, perché se i ragazzi descritti sono diversi dal solito, anche Bella, il personaggio femminile, è del tutto particolare: giudica le istanze culturali con gli occhi di chi pretende rispetto per le donne. Si oppone ad un’immagine stereotipata del femminile, concentrata sul corpo e sull’apparire, sulla sensualità del mostrare un corpo procace per riconfermare l’appartenenza di genere. Bella pretende di essere riconosciuta solo per quello che è, per le sue scelte di vita e per le sue azioni.

Come possiamo sintetizzare la riflessione centrale del tuo saggio?

Nella mia lettura, la saga di Twilight mette in luce una visione radicalmente diversa dell’immaginario fantasy rispetto al vampirismo e anche rispetto al tema della salvezza dell’umanità. La visione eroica è completamente e definitivamente superata a favore di un maggiore equilibrio dato dalla centralità del nesso inestricabile costituito dalla vulnerabilità umana e dalla responsabilità verso gli altri che conduce al prendersi cura.

Un segno di interesse, quello dei ragazzi per questi temi, che ancora una volta ci ricorda quanto sia importante il dialogo con loro e quanto è grande il loro bisogno di filosofia, intesa e praticata, come ci mostra anche Monia con il suo saggio, nelle occasioni quotidiane affrontando i temi vitali e le domande esistenziali di cui i ragazzi e le ragazze sono sempre più alla ricerca.

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Questo post partecipa, al Venerdì del libro, appuntamento nato da un’idea di Paola di Homemademma che sta anche organizzando una biblioteca virtuale raccogliendo su Anobii tutte le proposte, a questo link. Gli altri apppuntamento a cui ho partecipato li trovi qui.

Il libro di oggi:

Twilight. Filosofia della vulnerabilità

Ev Casa Editrice ( http://www.evcasaeditrice.it/twilight.htm)

Collana: Pensieri- Macerata – 13 euro

Di Monia in rete si può leggere anche

Metafore della crisi

 

 


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10 Commenti a “Cosa cercano e cosa trovano i ragazzi e le ragazze nel mondo dei vampiri?

  1. La tua intevista/recensione capita proprio a fagiolo :-D
    Se avevo dubbi sul leggere o meno il libro, me li hai fugati.. Anzi prima leggero’ la saga e poi mi dedichero’ alla lettura di questo saggio che mi sembra davevro interessante. Grazie!

    Buon inizio settimana

    • Grazie Paola, proprio in sintonia questa settimana! Anche per me questa interpretazione è stata una scoperta, se non fosse stato per Monia forse non l’avrei mai letta :D

  2. o santa paletta! E io che lo avevo quasi bocciato il libro lì per lì nel blog di Paola HMM, mai mi sarei immaginata di potervi leggere un altro aspetto che mi sembra più che interessante, spingendo la storia di vampiri decisamente in secondo piano… quante cose imparo da te…
    p.s. ma tu hai ricevuto le mie mail?!? Mi manderesti tuo cell o altro recapito? La posta elettronica è un po’ difettosa ultimamente. Ho avuto problemi anche con Tiziana F.
    Un abbraccio, a presto

    • Ciao Monica, è stata una scoperta anche per me, ringrazio Monia per questo! Ho avuto molti problemi con il computer che di punto in bianco mi ha lasciata a piedi, proprio il giorno prima dei seminari… una vera odissea! Spero di tornare presto a regime, intanto ti mando per posta il cellulare! Un abbraccio!

    • Grazie, lo prendo anche come incoraggiamento perchè ultimamente forse anche a causa dei problemi con il computer sono stata un po’ in crisi! Un abbraccio Jessica

      • Il tuo blog è sempre bellissimo e nella sfortuna sei stata fortunata perchè l’estate è un momento in cui la gente stacca :)
        ho programmato la recensione di Twilight per il 6 luglio e ti ho linkata. L’ho finito in 3 giorni…. :)
        Mi piacerebbe leggere il libro della tua collega, ma per ora no, ho ancora curiosità per questa saga prima di volerne approfondire l’analisi. Ciao! :)

        • Ho lo stesso atteggiamento: preferisco sempre farmi una mia opinione prima di leggere le critiche, soprattutto delle cose che possono meritare! Leggerò con curiosità il tuo articolo (e che brava che riesci a programare i post quando ci ho provato ho fatto un disastro!!)

  3. Grazie a Il mondo di Cì ritrovo questo post che mi era sfuggito: avendo ogni giorno a che fare con adolescenti avevo notato la loro attrazione per la morte, l’orrido, il misterioso… e l’avevo in effetti spiegato come una “devianza” rispetto alla domanda esistenziale sul senso della vita, un modo “magico” di cercare e in qualche modo trovare una spiegazione… ora questo libro mi dà conferma di quell’ipotesi, lo metto nella mia lista!

    • Mi da molta emozione vedere come ci interroghiamo sui ragazzi e le ragazze, senza pregiudizi. Devo dire che non mi è successo spesso quando ero io dall’altra parte, anche se basta un incontro per farti capire che si può fare e che è la scelta che più avvicina all’incontrarsi davvero! Un carissimo abbraccio!

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